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"Le tre sorelle" di Anton Cechov- atto IV, scena tra Irina e Tuzenbach. Esercizio di analisi.

Aggiornato il: feb 29




Anton Čechov



"Perché dobbiamo portare ad ogni costo sulla scena uomini stupidi o uomini che fanno gli intelligenti, perché dobbiamo ad ogni costo dare dei quadri che suscitino riso o pianto, perché non portare sulla scena degli uomini semplicemente intelligenti che non suscitino né riso né lacrime, ma semplicemente facciano pensare?".


Anton Pavlovič Čechov





Konstantin Stanislavskij durante una lettura a tavolino con la compagnia del Teatro D’ Arte di Mosca disse agli attori che in questa scena delle "Tre sorelle" c’era tutto il suo Sistema, soprattutto nelle soluzioni di azioni nascoste "tra le parole": sottotesti e intenzioni.



Quello che realmente il personaggio pensa, si trova dietro le parole

Una scena originale delle Tre Sorelle- Regia Konstantin Stanislavskij Scene V.A. Simov


Come fare l' esercizio:


- Punto primo: conoscere l'opera

- Punto secondo: leggi e concentrati su scena e dialoghi tra Tuzenbach e Irina senza soffermarti sulle note numerate.

- Punto terzo: una volta letta la scena, ripassala, osservala ancora, analizza azioni e reazioni dei personaggi. Sfrutta l' immaginazione, visualizza.

- Quarto: rispondi alle domande in basso, in riferimento alle note numerate, così da avere un’ analisi del testo giustificata.


Le domande rappresentano i quesiti che Stanislavskij regista poneva agli attori per indirizzarli verso l’azione del personaggio.




ANTON CECHOV

LE TRE SORELLE


ATTO IV


Entrano Irina e Tuzenbach che porta un cappello di paglia; Kulygin attraversa la scena gridando: "Ehi, Maša, Maša!". *


TUZENBACH

Quello credo che sia l'unico in tutta la città a cui la partenza dei militari faccia un gran piacere. *1


IRINA

E si capisce. La nostra città resterà deserta adesso. *2


TUZENBACH

Cara, torno subito. *3


IRINA

Dove vai?


TUZENBACH

Debbo andare in città, e poi... debbo accompagnare degli ufficiali... i miei ex-colleghi. *4


IRINA

Non è vero... Nikolaj, perché sei così turbato oggi? (pausa) Cos'è successo ieri vicino al teatro?


TUZENBACH

(con un moto d'impazienza)

Tra un'ora ritorno e resterò con te *5. (Le prende le mani) Amore mio... (Fissa il suo volto). Ti amo già da cinque anni, e non riesco ancora ad abituarmi alla tua bellezza, tu mi sembri sempre più bella. Che splendidi, meravigliosi capelli! Che occhi! Domani ti porterò via, lavoreremo, diventeremo ricchi, risorgeranno i miei sogni. Tu sarai felice… C'è una sola cosa, una sola: tu non mi ami! *6


IRINA

Non dipende da me! Sarò tua moglie, sarò fedele, devota, ma non sono innamorata, che farci? (piange)*7. Io non ho mai amato in vita mia. Ho tanto sognato l'amore, lo sogno da tempo, giorno e notte, ma la mia anima è come un prezioso strumento, chiuso ermeticamente e di cui si sia perduta la chiave (pausa). Quanta inquietudine nel tuo sguardo!


TUZENBACH

Non ho chiuso occhio tutta notte. Non c'è niente nella mia vita di così terribile da potermi spaventare, solo questa chiave perduta mi strazia l’anima e non mi dà requie. Dimmi qualcosa!... Dimmi qualche cosa!...


IRINA

Cosa? Che cosa dire? Cosa?


TUZENBACH

Una cosa qualunque.


IRINA

Basta! Basta!


TUZENBACH

A volte, nella vita, le cose più insignificanti, più sciocche prendono improvvisamente un significato, tutt'a un tratto, senza ragione. Ne ridi, come sempre, continui a considerarle sciocchezze, ma intanto vai avanti e capisci che non hai più la forza di fermarti. Ma non ne parliamo! Sono allegro *8. E come se per la prima volta nella vita vedessi questi abeti, questi aceri, queste betulle, e tutto mi guardasse con un senso di curiosità e attesa. Come sono belli questi alberi e, in sostanza, come deve essere bella la vita vicino ad essi! (si sentono delle grida: "Au! Hop, hop!") Devo andare, è ora... Vedi, quell'albero è secco, eppure dondola al vento come gli altri. Così io. Mi pare che se anche dovessi morire continuerei a vivere in un modo o nell'altro *9. Addio, mia cara... (Le bacia le mani). I documenti che mi hai dato sono sul mio tavolo, sotto il calendario.


IRINA

Vengo con te.


TUZENBACH

(agitato)

No, no! *10 (Si avvia in fretta, si ferma sul viale). Irina! *11


IRINA

Sì?


TUZENBACH

(senza saper che dire)

Non ho preso il caffè oggi. Di' che me lo preparino...

(Esce in fretta)




Esercizio:


*- Perché l' autore Cechov decide di far passare inizialmente in scena Kulygin?


*1- Perché Kulygin dovrebbe essere contento della partenza dei militari?


*2- In questa battuta qual è la parola chiave -sottotesto e "appoggiatura"- più importante e cosa significa/cosa irradia?


*3- Perché Tuzenbach vuole già andare via?


*4- Con quale stato d’ animo lo dice e perché?


*5- Perché ha un moto di impazienza?


*6- Concentrati bene, visualizza e usa l' immaginazione: in questo monologo c’è un’azione importantissima tra i due personaggi che giustifica il momento: quale e in che punto?


*7- Perché pur non essendo innamorata di Tuzenbach dice comunque che sarà una moglie “fedele e devota”?


*8- Qual è il sottotesto di "sono allegro".


*9- Cosa vede Tuzenbach nella natura tanto da meravigliarlo?


*10- Perché non vuole che Irina vada con lui?


*11- Cosa vorrebbe fare?



Puoi rispondere alle domande e inviarle a michailcechovstudio@gmail.com o aprire una conversazione su https://wa.me/393714207845


Buon allenamento !

AIIMC




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